Biglietteria ATAC Termini: tra disservizi strutturali e gestione vessatoria del personale

Denunciamo il fallimento dei vertici aziendali nella gestione della principale biglietteria di Roma. Ecco perché la situazione è diventata insostenibile per Lavoratori e utenti.

L’Azienda continua a ignorare le criticità strutturali della biglietteria ATAC presso la stazione di Roma Termini. Nonostante le ripetute segnalazioni, la gestione manageriale si concentra esclusivamente sul controllo disciplinare, scaricando sul personale le colpe di disfunzioni organizzative sistemiche.

Di seguito si riportano le principali problematiche rilevate, suddivise tra carenze del servizio e violazioni dei diritti dei lavoratori.

1. Carenze strutturali e disservizi all’utenza

La totale assenza di una segnaletica adeguata (in italiano e in inglese) genera caos e riversa la frustrazione degli utenti sugli operatori di sportello. Nello specifico si rileva:

  • Segnaletica insufficiente: mancano indicazioni chiare per raggiungere la biglietteria ATAC sia in Piazza dei Cinquecento sia nel mezzanino della Metro B (direzione Laurentina).
  • Deficit di comunicazione: non sono presenti cartelli informativi che specifichino l’impossibilità di acquistare biglietti per l’aeroporto o per i treni Trenitalia.
  • Responsabilità improprie: manca la cartellonistica che esoneri il personale dai malfunzionamenti delle emettitrici automatiche (MEB), dalle sanzioni (ancora stampate solo in italiano) e dall’assistenza per le ricariche online (servizio per cui il personale non è formato né remunerato).
  • Sicurezza e degrado: i locali della biglietteria e la sala d’attesa versano in condizioni di grave carenza igienica. All’esterno si registra la presenza costante di borseggiatori e di abusivi che estorcono denaro agli utenti simulando di essere operatori ATAC.

2. Condizioni di lavoro e compressione dei diritti

La gestione del personale è improntata alla logica del massimo profitto a discapito dei diritti fondamentali garantiti dalla legge:

  • Sotto organico cronico: il numero di sportelli è insufficiente a coprire il bacino d’utenza. Il personale è costretto a turni in totale solitudine, senza la previsione di uno sportello veloce per la vendita rapida dei biglietti.
  • Blocco dei diritti contrattuali: da anni non vengono accolte le domande di trasferimento e la concessione delle ferie è sistematicamente negata per carenza di organico.
  • Mancato riconoscimento delle competenze: l’Azienda pubblicizza la presenza di un Infopoint, ma rifiuta di riconoscere e retribuire la competenza della lingua inglese agli operatori.
  • Clima intimidatorio: a fronte di queste colpe aziendali, la dirigenza risponde con un eccesso di contestazioni disciplinari, decurtazioni salariali e ostacoli sottotraccia alla fruizione di tutele di legge (congedi parentali, congedi straordinari e permessi ex Legge 104).

Conclusioni

I Lavoratori delle biglietterie non possono essere considerati il capro espiatorio di una gestione fallimentare. La tutela dei diritti del personale e la dignità del lavoro non possono essere subordinate alle metriche della performance aziendale.

La mobilitazione è aperta: l’Azienda apra immediatamente un tavolo di confronto per risolvere queste criticità.

Segreteria di Roma e Lazio

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[Foto: Vania Venneri | CC BY-SA]

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