Gestione sosta tariffata di ATAC: oltre i proclami aziendali, la realtà dei fatti

Contestiamo i dati trionfalistici sui controlli e rivendichiamo investimenti concreti per il personale

La scorsa settimana la dirigenza di ATAC ha diffuso con toni trionfalistici i dati relativi alla sosta tariffata a Roma, celebrando un aumento superiore al 300% dei controlli sulle vetture, il raddoppio delle sanzioni e l’introduzione di nuovi parcometri.

Dietro la narrazione di un servizio che funzionerebbe in modo impeccabile, la realtà vissuta quotidianamente dai Lavoratori è profondamente diversa. Ritieniamo doveroso fare chiarezza su una serie di gravi criticità e inesattezze.

La questione dei dati sui controlli

Il massiccio incremento percentuale dei controlli pubblicizzato dall’Azienda è un dato impreciso. Non si tratta di un aumento dell’attività sul territorio, ma della mera variazione delle modalità di rilevamento: i controlli che prima gli ausiliari effettuavano visivamente oggi vengono registrati obbligatoriamente tramite dispositivo elettronico.

Questo sistema non ha creato un modello più virtuoso, ma ha prodotto due effetti negativi immediati:

  • Inasprimento del controllo a distanza: L’Azienda utilizza i dispositivi per un invasivo monitoraggio da remoto dell’operato degli agenti.
  • Rigidità organizzativa: le nuove modalità operative hanno reso il lavoro su strada più macchinoso e penalizzante.

Inoltre, questo tipo di comunicazione rischia di far passare il messaggio errato che in precedenza il reparto non svolgesse il proprio dovere. Si tratterebbe di qualcosa di inaccettabile e assolutamente non corrispondente alla realtà, potenzialmente lesiva della dignità dei Lavoratori.

Mancato riconoscimento dei diritti e carenze strutturali

Sul fronte contrattuale, si registra la persistente applicazione non corretta delle premialità di settore, una situazione che si trascina da diciannove anni e che l’azienda continua a rimandare con ipotesi di rimodulazione prive di riscontri concreti.

Inoltre, chiediamo formalmente che una quota parte dei proventi derivanti dalle oltre 135.000 sanzioni elevate venga immediatamente destinata a investimenti strutturali nel reparto Sosta, sanando carenze ormai insostenibili:

  • Inquadramento economico: adeguamento dei parametri professionali del personale.
  • Strumenti di lavoro: dotazione di un numero idoneo di autovetture di servizio e fornitura regolare di vestiario adeguato.
  • Salute e Sicurezza: ripristino immediato delle visite mediche periodiche di idoneità, interrotte da circa un decennio.
  • Formazione: avvio di piani di aggiornamento professionale continui e strutturati.

Innovazione tecnologica senza coinvolgimento dei Lavoratori

Anche l’introduzione dei nuovi parcometri evidenzia i limiti gestionali dell’azienda. La sostituzione degli apparati nelle zone tariffate sta avvenendo senza alcun coinvolgimento delle maestranze, alle quali non è stata fornita alcuna informazione né formazione specifica sul funzionamento dei nuovi dispositivi.

La nostra posizione

Non intendiamo tollerare la diffusione di dati che non tengono conto delle reali condizioni di lavoro del personale. Manterremo la massima vigilanza a tutela della categoria, respingendo qualsiasi tentativo di riorganizzazione unilaterale o accordo penalizzante per i diritti dei Lavoratori.

Segreteria di Roma e Lazio

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