COMUNICATO STAMPA del 27/2/2023. La situazione in ATAC è oramai insostenibile.

La procedura concordataria si è conclusa e la notizia ha trovato ampio spazio sulla stampa. Tuttavia, dietro i toni trionfalistici della dirigenza, è necessario fare un’analisi realistica di come si è arrivati a questo risultato e a quale prezzo per i Lavoratori e per la città.

Il costo del risanamento: i punti critici

Il superamento della crisi non è stato un percorso indolore, ma è passato attraverso scelte gestionali che hanno inciso pesantemente sull’operatività quotidiana. In particolare, si è assistito a:

  • Tagli al servizio: una riduzione drastica del trasporto pubblico e la chiusura di diverse stazioni della metropolitana.
  • Carenza di manutenzione: una gestione carente delle strutture e dei mezzi basilari.
  • Difficoltà operative: disagi evidenti nel lavoro delle biglietterie e una pressione crescente sugli ausiliari del traffico, spinti a massimizzare le sanzioni per necessità di cassa.
  • Gestione del personale: sono stati segnalati licenziamenti disciplinari ritenuti illegittimi e una gestione delle risorse umane che ha spesso privilegiato il controllo rispetto alla tutela.

Mobilità e Smart Working

Nonostante le criticità del traffico romano, l’azienda ha scelto di ripristinare il lavoro in presenza, rinunciando a strumenti che avrebbero potuto alleggerire la pressione sulla città e migliorare la vita dei dipendenti. Tutto questo è avvenuto nonostante l’erogazione di fondi straordinari legati all’emergenza Covid, che avrebbero potuto essere gestiti con una visione più lungimirante.

Quale futuro per il TPL a Roma?

Se l’azienda riuscirà a superare definitivamente questo periodo, il merito andrà attribuito alla tenuta dei dipendenti, alla pazienza degli utenti e alla vigilanza degli organi giudiziari, piuttosto che a una gestione manageriale spesso distante dalla realtà operativa.

Per un vero rilancio del Trasporto Pubblico Locale è necessario un cambio di rotta:

  1. Valorizzare le risorse interne: ATAC dispone di competenze straordinarie che vengono regolarmente ignorate a favore di manager esterni dai costi elevati.
  2. Competenza territoriale: affidare le strategie a chi conosce realmente le dinamiche di Roma.
  3. Responsabilità: lasciare che la Giustizia ordinaria faccia il suo corso sulle responsabilità pregresse, puntando però su una governance che non pensi solo all’auto-incensazione.

Segreteria di Roma e Lazio

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[Foto: Carlos_Felo | CC BY-SA]

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