La situazione delle biglietterie ATAC è ormai prossima al collasso. Urgono soluzioni.

Lo stanziamento di fondi da parte del Ministero dei Trasporti per ridurre il costo degli abbonamenti a Roma e nel Lazio doveva essere un’opportunità. Invece, per le biglietterie ATAC, si è trasformato in un collasso organizzativo che sta mettendo a dura prova il personale.
Un sistema sotto assedio
La riduzione dei prezzi ha generato un afflusso di utenza senza precedenti, portando a:
- File interminabili: la pressione agli sportelli è costante per l’intera giornata.
- Carichi di lavoro anomali: gli operatori di sportello e degli uffici connessi stanno sostenendo ritmi insostenibili, con gravi ripercussioni sulla qualità del servizio e sulla salute psicofisica dei Lavoratori stessi.
Terminali obsoleti e rischi per l’incolumità
Il problema non è solo il volume di lavoro, ma la mancanza di strumenti adeguati. Il continuo guasto dei terminali informatici crea un “effetto imbuto” pericoloso:
- Le pratiche si bloccano e i tempi di attesa si allungano.
- La frustrazione dell’utenza sfocia troppo spesso in aggressioni verbali o fisiche ai danni dei Lavoratori, lasciati soli in prima linea.
Il danno economico: il paradosso delle tessere
Oltre al danno, la beffa. L’emissione costante di tessere scariche impedisce materialmente ai Lavoratori di raggiungere gli obiettivi numerici necessari per il premio produttività di settore.
Informatizzazione: progresso o tagli al personale?
Siamo preoccupati per la direzione intrapresa dall’azienda: la spinta verso un’informatizzazione forzata sembra nascondere la volontà di chiudere le biglietterie fisiche. Questo comporterebbe:
- Una grave perdita di posti di lavoro.
- La dispersione di competenze professionali accumulate negli anni.
- Un servizio meno accessibile per quella fascia di utenza che ha ancora bisogno del contatto umano.
La richiesta di Unione Trasporti – SNAUT Chiediamo ad ATAC una soluzione immediata. Non è accettabile che un provvedimento di agevolazione per i cittadini venga scaricato interamente sulle spalle dei dipendenti. Salute, incolumità e stabilità lavorativa devono essere la priorità.
Segreteria di Roma e Lazio
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